Facewall Prato | 100 intrecci di mondi possibili

Facewall Prato. 100 intrecci di mondi possibili.

Mostra Fotografica | Museo del Tessuto di Prato
22.03 – 27.09.2015

Sempre più spesso i musei, le mostre, le esposizioni, sono ideate in modo da favorire l’iniziativa, il co-protagonismo dei visitatori. Adulti e bambini sono invitati a giocare con gli “effetti speciali” provocati dal toccare un certo schermo o dal passare in mezzo a un campo di sensori. Nel caso specifico di Facewall, tuttavia, c’è qualcosa in più: [...] il progetto è stato fin dall’inizio quello di far emergere un contesto reale, ben presente nella vita della città, ma rimosso, [...] di mettere in mostra un reticolo di interazioni robuste e tranquille, intelligenti e gradevoli, rese invisibili da una spessa coltre di pregiudizi e di blocchi comunicativi e mentali.
Sono cento foto di incontri, di rapporti di collaborazione e amicizia, scattate nel 2013, divenute poi nel 2014 diecimila bandiere appese alle finestre e ai balconi, nelle strade e nelle piazze, e poi questa mostra interattiva che, con l’aggiunta di 50 cortometraggi, prende il via il primo giorno di primavera 2015 nel Museo del Tessuto di Prato. Una mostra sui mille fili di dialogo e di mutuo apprendimento già presenti e radicati in un tessuto sociale composto dalle 118 lingue madri/ etnie che popolano oggi questa città.

Marianella Sclavi, sociologa, ha insegnato etnografia urbana, arte di ascoltare e gestione creativa dei conflitti al Politecnico di Milano e collabora da anni a progetti di risanamento dei quartieri in crisi e alla progettazione di spazi pubblici per diverse province, enti regionali, istituzioni scolastiche e ONG.

Tutto comincia in un pomeriggio d’estate del 2013: due cinesi e tre italiani si trovano a parlare fino al tramonto della necessità di migliorare l’immagine di Prato. Di provare a cambiare la percezione di chi la guarda da fuori e di chi ci vive dentro, creando un progetto di marketing culturale in grado di favorire e promuovere rapporti di scambio tra le persone e possibilità di futuro. I due cinesi sono Wang Li Ping presidente di China World e Shi Yang Shi, attore; i tre italiani Andrea Cavicchi, presidente di Unione industriali , Claudio Bettazzi, presidente di Cna, Cristina Pezzoli, regista. Location dell’incontro : il Compost, centro di ricerca artistica indipendente a Prato. ‘Cambiare la faccia della città’ è la frase che resta nell’aria, la sera prima di salutarsi. Da questo primo input, qualche mese dopo, nasce l’idea che dà origine al progetto artistico di Facewall: 100 fotografie che ritraggono ciascuna due persone di diversa nazionalità che vivono a Prato e nella realtà fanno qualcosa insieme: lavoro, sport, amore.
Le foto, sono diventate 10.000 bandiere distribuite gratuitamente da dicembre 2013 a giugno 2014 ai cittadini, che le hanno appese alle finestre e ai balconi della città.

“Qiu Da Tong Cun Xiao Yi” in cinese significa qualcosa tipo “Tendere alle grandi cose in comune e conservarsi le piccole differenze”. Me l’ha insegnato un’amica italiana che vive in Cina. A Prato invece negli anni ho imparato con gli occhi a mandorla di una seconda generazione che cercare di mettere in pratica gli insegnamenti di Marianella Sclavi come “uscire dalla cornice” o “cambiare occhiali” richiede uno sforzo enorme e costante. Vedere oggi realizzarsi la mostra di Facewall mi riporta a quelle ore interminabili del progetto “Sono qui perché” dell’intero anno 2012, anno in cui gli artisti del Compost, guidati da Cristina Pezzoli e da Letizia Russo, hanno costruito un primo "ponticello di pietra" per far dialogare italiani, cinesi e altri cittadini pratesi.

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Updated on 2015-04-13T12:29:24+00:00, by admin.